Come compilare il DGUE, parte per parte

Il DGUE (Documento di gara unico europeo) è l'autodichiarazione con cui un'impresa dice alla stazione appaltante di non trovarsi in una causa di esclusione e di avere i requisiti chiesti dal bando. Va presentato in quasi ogni gara, è lungo, ripetitivo e un errore costa caro: nella migliore delle ipotesi un soccorso istruttorio, nella peggiore l'esclusione. Questa guida spiega cosa scrivere in ogni parte e come smettere di rifarlo da zero.

Cos'è il DGUE e quando serve

Il DGUE è un modello standard europeo (Regolamento di esecuzione UE 2016/7) che il Codice dei contratti, D.Lgs. 36/2023, richiede insieme alla domanda di partecipazione (art. 91). Sostituisce in fase di gara i certificati: l'impresa dichiara, e la stazione appaltante verifica dopo, di solito solo sull'aggiudicatario, attraverso il Fascicolo virtuale dell'operatore economico (FVOE) di ANAC.

Con la digitalizzazione degli appalti il DGUE si compila sulla piattaforma di gara, in formato elettronico: molte piattaforme lo precompilano con i dati della procedura e con quelli che ANAC già conosce sull'impresa. Precompilato non vuol dire corretto: le dichiarazioni restano tue, e restano firmate da te.

Chi lo deve presentare

  • L'impresa che partecipa da sola: un DGUE, firmato digitalmente dal legale rappresentante o da un procuratore con poteri.
  • Raggruppamenti (RTI) e consorzi: un DGUE per ogni impresa del raggruppamento; per i consorzi, anche per le consorziate indicate come esecutrici.
  • Avvalimento: l'impresa ausiliaria presenta il proprio DGUE, con le sezioni sui motivi di esclusione e sui requisiti che presta (art. 104).
  • Subappalto: nel DGUE dell'impresa si indicano le parti che si intende subappaltare (art. 119). Il DGUE dei subappaltatori si presenta solo se il disciplinare lo chiede: leggilo.

Le sei parti, una per una

Parte I: la procedura

Dati della gara (stazione appaltante, oggetto, CIG). Di solito la compila la stazione appaltante o la piattaforma. Controlla solo che il CIG e il lotto siano quelli giusti: un DGUE riferito al lotto sbagliato è un errore frequente nelle gare a più lotti.

Parte II: l'operatore economico

  • A. Dati dell'impresa: ragione sociale, partita IVA, sede, PEC, se è una micro, piccola o media impresa, se partecipa da sola o in raggruppamento (e con quale ruolo). Qui si indica anche l'attestazione SOA, con categorie e classifiche.
  • B. Rappresentanti: chi firma e con quali poteri.
  • C. Avvalimento: se ti avvali dei requisiti di un'altra impresa, quale e per cosa.
  • D. Subappalto: le lavorazioni o le parti che intendi subappaltare. Se non le dichiari ora, dopo non puoi subappaltarle.

Parte III: i motivi di esclusione

È la parte più delicata. Si dichiara di non trovarsi nelle cause di esclusione del Codice:

  • A. Condanne penali (art. 94): riguardano non solo l'impresa ma le persone indicate dall'art. 94, comma 3, cioè titolare, soci, amministratori, direttore tecnico e gli altri soggetti con poteri. Va verificato per ciascuno.
  • B. Imposte e contributi: irregolarità fiscali e contributive definitivamente accertate, e quelle non definitive ma gravi (art. 95).
  • C. Insolvenza, conflitti di interesse, illeciti professionali: liquidazione, concordato, gravi illeciti professionali (art. 98), tentativi di influenzare la gara, false dichiarazioni in gare precedenti.
  • D. Motivi previsti dalla legge italiana: per esempio le interdizioni antimafia e le altre ipotesi nazionali richiamate dal disciplinare.

Se esiste un fatto che potrebbe rilevare, va dichiarato, con le misure adottate per rimediare (il cosiddetto self-cleaning, art. 96): risarcimento del danno, collaborazione con le autorità, cambiamenti organizzativi o del personale. Tacere un fatto che la stazione appaltante poi scopre è di per sé una causa di esclusione; dichiararlo e spiegarlo, spesso no.

Parte IV: i requisiti di selezione

Qui si dichiarano i requisiti chiesti dal bando (art. 100):

  • Idoneità professionale: iscrizione alla Camera di commercio per l'attività oggetto della gara.
  • Capacità economica e finanziaria e capacità tecniche e professionali, se il bando le chiede.
  • Per i lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro la qualificazione si dimostra con l'attestazione SOA nelle categorie e classifiche richieste: controlla la data di scadenza e che le categorie coprano la prevalente e le scorporabili.

Alcune stazioni appaltanti consentono di compilare solo la sezione α («soddisfa tutti i criteri di selezione richiesti»). Se il disciplinare chiede le sezioni A-D, la sola α non basta.

Parte V e Parte VI

La Parte V serve solo nelle procedure in cui la stazione appaltante limita il numero di candidati da invitare. La Parte VI contiene le dichiarazioni finali e la firma: firma digitale valida del legale rappresentante o del procuratore, con la procura allegata se firma un procuratore.

Gli errori più frequenti

  1. Persone dimenticate: le dichiarazioni sulle condanne valgono per tutti i soggetti dell'art. 94, comma 3, compresi quelli cessati dalla carica nell'anno precedente, se il disciplinare lo prevede.
  2. SOA scaduta o insufficiente: categoria giusta ma classifica troppo bassa, o verifica triennale non fatta in tempo.
  3. Subappalto non dichiarato: senza l'indicazione nella Parte II.D, l'impresa non potrà subappaltare quelle lavorazioni.
  4. Dati diversi da quelli del FVOE: in sede di verifica la stazione appaltante confronta il DGUE con quello che risulta ad ANAC. Una differenza va spiegata.
  5. DGUE di un'altra gara: copiare un DGUE precedente senza aggiornare CIG, lotto, requisiti e subappalto.
  6. Firma: certificato scaduto, file firmato da chi non ha poteri, procura non allegata.

Molti di questi errori si sanano con il soccorso istruttorio (art. 101): la stazione appaltante assegna un termine, fino a dieci giorni, per integrare o correggere. Ma il soccorso istruttorio non rimedia a un requisito che mancava alla scadenza: serve a sistemare i documenti, non a creare requisiti che non c'erano.

Prepararlo una volta, usarlo in ogni gara

Il DGUE cambia poco da una gara all'altra: i dati dell'impresa, le persone, la SOA e le dichiarazioni sui motivi di esclusione restano gli stessi; cambiano la procedura, i requisiti richiesti e il subappalto. La cosa più utile è tenere un archivio aggiornato dell'impresa: visura, elenco dei soggetti dell'art. 94 con le date di carica, attestazione SOA con scadenze, certificazioni, eventuali fatti da dichiarare con le misure adottate. Così ogni DGUE parte da dati verificati invece che dall'ultimo file salvato.

TrustBuild tiene questo archivio e compila il DGUE e le dichiarazioni di gara dai dati dell'impresa, inseriti una volta sola, leggendo dal disciplinare cosa chiede quella gara: requisiti, lotti, subappalto, documenti da allegare. Il risultato è una bozza da rivedere e firmare: le dichiarazioni restano dell'impresa.

Domande frequenti

Il DGUE va firmato digitalmente?
Sì. Va firmato con firma digitale valida dal legale rappresentante dell'impresa o da un procuratore con i poteri necessari; se firma un procuratore, si allega la procura.
In un RTI quanti DGUE servono?
Uno per ogni impresa del raggruppamento, ciascuno firmato dal proprio legale rappresentante. In caso di avvalimento, anche l'impresa ausiliaria presenta il proprio DGUE.
Cosa succede se nel DGUE c'è un errore?
Se l'errore riguarda la documentazione e non la sostanza dei requisiti, la stazione appaltante attiva il soccorso istruttorio e assegna un termine, fino a dieci giorni, per correggere o integrare. Se manca un requisito alla data di scadenza dell'offerta, il soccorso istruttorio non lo può sanare.
Posso riutilizzare il DGUE di una gara precedente?
Puoi riutilizzarne i dati, non il documento così com'è: CIG, lotto, requisiti richiesti, subappalto e soggetti in carica vanno verificati ogni volta.
Il DGUE va presentato anche sotto i 150.000 euro?
Dipende dalla procedura e da quanto chiede la stazione appaltante: negli affidamenti diretti spesso basta una dichiarazione semplificata, nelle procedure con gara il DGUE è la regola. Fa fede il disciplinare o la lettera d'invito.
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Pubblicato il 2026-10-15. Aggiornato il 2026-10-15.